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24
Agosto 2003
"Le Radici e le Ali"
Il
duo dei fratelli Severini si è esibito a Fornovo per i bambini bielorussi
Gang: «Dalla parte della musica»
Hanno fatto tappa a Fornovo,
inseguendo come sempre le tracce di un incontro, i 'banditi senza tempo'. Così
si definiscono i Gang, il gruppo storico fondato negli anni '70 dai fratelli
Marino e Sandro Severini, cresciuto tra le braccia delle tensioni politiche,
musicali e sociali dell'epoca e da allora sempre in cammino, per fare tesoro
di quella esperienza e ritrovare, attorno al focolare della musica, la stessa
energia. E le emozioni, che sono nell'aria. Un lungo percorso, il loro, che
ha portato, o ha consentito di riscoprire, qualcosa di nuovo in campo musicale
anche se al fuori dal circuito del grande mercato discografico. Ma comunque
'dentro' ogni momento che sa di solidarietà di dichiarazione d'amore
incondizionata per una causa, per l'appartenenza.
E' stato così anche a Fornovo, dove i Gang hanno
voluto essere presenti alla festa dedicata ai bambini bielorussi di Babici,
per i quali diverse generazioni si sono incontrate, hanno lavorato insieme con
un unico obbiettivo. Non a caso il titolo della giornata era Le radici e le
ali, una sintesi di queste relazioni solidali tra anziani, bambini e ragazzi
ed uno degli album di maggior successo dei Gang, uscito negli anni '80. La piazza,
il palco della festa sono stati come sempre l'occasione per lasciare e raccogliere
testimonianze, per ascoltare storie: per chiedersi e dichiarare ancora una volta
'da che parte stai'.
Allora «I Gang stanno dalla parte della musica, laddove - dicono - stanno gli ultimi, dove qualcosa si muove: è qui che ci piace stare, qui che ci sentiamo a casa. Le lotte politiche del passato, le 'sconfitte', il sentirci in qualche modo reduci della nostra esperienza sono diventate ricerca, senso di appartenenza che si rinnova a ogni appuntamento. L'amore per il rock - proseguono i musicisti - resta, quello per l'impegno, pure. Ma sono le storie della gente, quelle che si scoprono lungo la strada a offrire ad ogni incontro nuove tensioni. Abbiamo, in questo senso, più futuro e meno radici, più realtà e meno ideologia». E' questo che i Gang vanno cercando in giro per l'Italia, scegliendo secondo il telecomando della coerenza i luoghi dove 'qualcosa accade', dove il pubblico diventa tribù: non gli stadi ma i circoli di paese dove una canzone, o ciò che ci sta attorno ti dà la misura di una appartenenza. «Perché - spiegano - bisogna arrendersi alle canzoni, loro ti portano dove ti devono portare».
Do.
C.
Gazzetta di Parma 09 Settembre 2003