Cartoline da Cuba
Il racconto fotografico di Giulio e Simonetta.

Cuba ... un commento
come ti sei sentito in un contesto, diciamo, cosi' impegnativo
?

Purtroppo è sì impegnativo, ma per loro. Il turista viene coccolato con attenzione, perché costituisce una grossa entrata. E poi, guarda, Cuba è la miglior cura contro l'ansia da consumismo inutile che ci caratterizza. Là c'è un detto:Todo sierve e todo se recupera. Rendo l'idea? Poi a Cuba la povertà generale non coincide con la disperazione, ma con la dignità: manca l'essenziale e loro s'inventano cose incredibili e combattono contro l'embargo. Per noi è una lezione eccezionale. Fino a qualche anno fa, uno scippo era un evento da prima pagina dei giornali. Adesso forse è un po' diverso.
Patrizio Roversi

Abbiamo conosciuto la "Isla Grande" nel luglio del 1995 durante il nostro viaggio di nozze. Abbiamo soggiornato a Varadero e visitato Matanzaz, Cienfuegos, Trinidad, Santa Clara, Cayo Blanco e infine La Habana. In questi posti, pur avendo notato quella forma di "sacralità del turista" cui accennava Roversi nella frase introduttiva, abbiamo cercato un contatto vero con le persone del luogo, peraltro non difficile da stabilire. Abbiamo chiacchierato con loro partendo dal passato, dall'esperienza della rivoluzione che ha fatto trepidare un intero continente, dei suoi eroi, dei suoi martiri, delle virtù e degli errori. Abbiamo discusso, liberamente, del Lider Maximo e delle possibili (?) sue implicazioni nel caso Ocoha (Il generale Ocoha, già eroe della rivoluzione, fu condannato alla pena di morte nei primi anni '90 dalla giustizia cubana in quanto narcotrafficante. Guarda caso la stampa nordamericana indicò Ocoha come capro espiatorio messo in scena da Fidel Castro per coprire i suoi legami e quelli del fratello Raul con i narcotrafficanti colombiani). Abbiamo chiesto quali sono le speranze riposte nel futuro. Abbiamo toccato con mano quella forma di crimine contro un intero popolo che si chiama embargo (più volte condannato dall'ONU è bene ricordarlo) e del grande orgoglio, della grande dignità cubana che impedisce all'embargo di vincere.Tutto questo fra i paesaggi indimenticabili che questa isola delle antille ci ha offerto.
Giulio, Simonetta

Le Foto

Trinidad

Trinidad vero e proprio gioiello dell'architettura coloniale, oggi riconosciuta patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco. Fondata nel 1514 da Panfilo de Narvaez e Juan de Griialva al servizio del primo governatore spagnolo dell'isola: Diego Velasquez. La città è bella, ben conservata, con una splendida plaza Mayor dove sorge la chiesa parrocchiale della Santisima Trinidad. Ma gli occhi si potranno deliziare soprattutto con le strade e le case di Trinidad: le strade di ciottoli sono ancora inclinate verso il centro della strada per facilitare la raccolta di acqua piovana e ai loro lati sorgono le case a due piani che riflettono ancora le antiche ricchezze dei padroni dello zucchero. In Trinidad abbiamo conosciuto monelli assatanati per caramelle e buble gum, i gruppi di musicisti che per strada oppure nei ristoranti allietano la vita del turista, regalando la vera anima del "Caribe". In questo splendido posto siamo riusciti a mangiare le banane fritte ... non è uno scherzo e credete ne è valsa la pena.

Santa Clara

Quando si parla di Santa Clara si parla della "Revolucion", si parla del "Che". In questa città, infatti, si svolse la battaglia "decisiva", secondo gli storici, per le sorti della rivoluzione. La colonna del comandante Ernesto Guevara, il 29 dicembre 1958, prese d''assalto il treno blindato, carico di armi e di uomini dell'esercito di Batista. Si può ammirare tuttora, il treno assaltato, corredato al suo interno di mostre storiche fotografiche a documentazione dei 6 anni rivoluzionari, il caterpillar e il trattore utilizzati per il deragliamento. Inoltre a Santa Clara risiedono le ossa del "Che" trasferite dalla Bolivia nell'ottobre 1997 presso il Museo Comandante Ernesto Che Guevara nella Plaza de la Revolucion, nella periferia della città, ove capeggia il suo imponente mausoleo in bronzo alto 20 metri, eretto ed inaugurato 20 anni dopo la sua uccisione avvenuta in Bolivia il 9 ottobre 1967. Per anni è stata considerata la tomba simbolica del Che anche se al cimitero monumentale di La Habana esisteva una tomba a ricordo.Nella piazza centrale della città punto di ritrovo di anziani e giovani, abbiamo chiacchierato con alcuni "villaclareni" che ci hanno fatto notare le raffiche di mitra esplose dal "Che" contro l'hotel Santa Clara Libre, nel quale si erano rifugiati i miliziani di Batista dopo il deragliamento del treno.

La Habana

L’Avana fondata nel 1519 dal conquistatore spagnolo Diego Velasquez per molto tempo costituì il porto più grande dell’emisfero occidentale e uno dei principali centri di costruzione navale. Ma l’Avana fu soprattutto uno straordinario laboratorio culturale capace di rielaborare concezioni intellettuali, espressioni artistiche e religiose dei conquistatori, delle popolazioni indigene e africane. Ciò si riflette nell’architettura del periodo coloniale e nella cordialità dei suoi abitanti. Abbiamo visitato la capitale durante un sabato godendo anche dei colori del mercato in Plaza Vieja e nelle vie circostanti. L'impressione è stata semplicemente fantastica. Ci siamo promessi non solo di tornare a Cuba, ma di soggiornare il più possibile a La Habana. Dal 1982 l’Habana Vieja con al centro la Plaza Vieja fa parte della Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.